sabato, 26 maggio 2007 alle 17:40


4 anni qui
 

4 anni qui

 di Davide Michele Abbinante

Classe 5ª A, Istituto Statale d’Arte “Pino Pascali” – Bari

 

 

 

Dopo quattro anni in questa scuola, se nessuno ha niente in contrario, spero di poterne delineare un profilo, visto che ormai sono “in uscita”. Appena arrivato in questa scuola, con alle spalle tre anni in un istituto tecnico, sono stato catapultato in un mondo di colori, gente e luoghi assolutamente fuori dal comune. Sfortunatamente un alunno che ha visto solo l’istituto d’arte, non lo nota, ci è abituato, ma quando provieni da una scuola nuova, sterile e pulita, noti questa differenza.

La gente che la frequenta è unica. Tra i professori c’è di tutto; si possono identificare figure come quella materna o paterna, il proprio idolo, oppure “icone” cui ispirarsi. Altra importante, forse la più importante componente, sono proprio gli alunni. Parlo di che la scuola la vive, chi ci viene con piacere, chi ama l’arte, chi dipinge o solo osserva, NON GUARDA.

I vegetali che si trascinano nei corridoi, da aula ad aula, non fanno altro che confermare la loro condizione da amebe. Personalmente forse sarò uno dei reduci utopista e idealista ad amare la scuola, quello che rappresenta, gli anni passati che si respirano nelle aule, i muri scritti a cui sono molto affezionato e i professori che la simboleggiano.

Facile è dire “fa tutto schifo, va tutto male”, io dico, MEGLIO COSÌ! Le altre scuole sono insipide, spoglie e scarne di storia, la nostra invece, la posso definire così: viva e vivace.

Ma il mio intervento non vuole essere del buonismo gratuito; anche l’istituto d’arte ha i suoi problemi e le sue pecche. La scuola ha i suoi anni e degli interventi per modernizzarla sarebbero ben accetti. Spesso i materiali mancano, colpa della Provincia, ceca nei confronti di questo tipo di scuola, sempre bisognosa di finanziamenti. Altro grave problema è la gente che negli ultimi anni si iscrive; ragazzi che vengono per perdere la mattinata, in attesa del loro bel diploma, spesso donato con eccessiva facilità.

Infine che dire, non veniteci, ma ricordatevene.


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8 mesi qui

(…a parte i cinque anni che già vi trascorsi come studente)


    di Claudio Pagnelli,
    docente di Progettazione

 

Quando partecipai al mio primo Collegio Docenti in questa scuola, tenutosi al mio arrivo all’inizio di questo anno scolastico, fui piacevolmente sorpreso dall’apprendere che, nell’anno precedente, si era svolto una sorta di sondaggio sul gradimento dell’Istituto da parte degli studenti e dei loro professori. Fui piacevolmente sorpreso perché questo significava che c’era, tra i protagonisti della scuola, la volontà di prendere coscienza di quali fossero i problemi che stanno alla base dell’insoddisfazione degli studenti e che, di conseguenza, ritengo siano anche all’origine della misera propaganda che l’istituto fa della sua attività educativa. Già perché sono gli studenti che, creandosi un’opinione della scuola, la diffondono poi all’esterno, alle loro famiglie, ai loro coetanei, al territorio e alla società. Ma gli studenti non sono solo quelli che, come Davide, dicono di amare la scuola che frequentano. Lo sono, non di meno, anche quelli che lui stesso definisce “vegetali che si trascinano nei corridoi”, i quali manifestano, in questo modo, un evidente insoddisfazione nei confronti dell’Istituto. Una insoddisfazione che viene, per altro verso, espressa anche da Davide stesso, quando afferma che il diploma è “spesso donato con eccessiva facilità”, volendo così sottintendere che il livello culturale in genere richiesto dai professori agli studenti, ovvero che essi si aspettano possa essere da loro raggiunto, sia troppo basso.

Ritornando, quindi, in merito alla questione di quel sondaggio, tramite esso ci si accorse, in sostanza, della mancanza di una progetto unitario dell’insegnamento: le materie di studio coinvolgevano gli alunni in modo discontinuo e scoordinato. Per questo motivo gli studenti avvertivano una sensazione di estraneità nei confronti della caratteristica struttura dell’istituto, che fu concepita, in origine, per un insegnamento organizzato secondo definiti piani di lavoro.

Nonostante riecheggino ancora, tra i muri dell’Istituto, le grandi gesta dei quei docenti che hanno rappresentato una professionalità artistica di tutto rispetto, nel corso di questi anni è venuta meno proprio la funzione fondamentale della scuola, che è quella di aiutare ciascun studente ad essere globalmente partecipe alle attività scolastiche. Questa situazione è da addebitarsi da un lato ai “progetti” extracurriculari, perché hanno spesso coinvolto un numero troppo esiguo di studenti, e dall’altro alle materie di insegnamento che, atte a fornire conoscenze a comparti, hanno mostrato il loro consueto disinteresse verso un coordinamento interdisciplinare amplificando così talune disaffezioni da parte dei singoli studenti nei loro confronti.

Ecco allora il perché, ad esempio, della mia scelta di insistere su un modo di  partecipare alle mostre scolastiche, reali o virtuali che siano, non tanto per esporre dei prodotti “eccellenti”, quanto per porre in atto un senso di complicità da far sperimentare a tutti i miei alunni indistintamente.

Inoltre è stato per questi motivi che, nel corso di questo anno scolastico, ho voluto insegnare la disciplina di Progettazione intendendola non solo nel suo tradizionale significato di supporto all’ideazione di prodotti artistici, ma anche nell’accezione innovativa di guida alla pianificazione per un apprendimento significativo, ovvero per un apprendimento che mettesse in relazione le nuove esperienze con ciò che già si conosce. Non mi è bastato, cioè, sviluppare la mia programmazione secondo dei moduli tematici interdisciplinari, ma ho cercato d’incoraggiare il più possibile uno sforzo alla pianificazione globale delle conoscenze, anche se talvolta lacunose, da parte dei miei studenti, affinché essi ne mettessero in rilievo le possibili connessioni per poterne meglio comprendere il significato, o il valore, all’interno di una situazione, sia essa un argomento di studio o una ipotesi di lavoro.


 

ATTENZIONE:

C'è la possibilità di partecipare ad un concorso per i migliori lavori multimediali presentati dagli studenti agli esami di Stato – a.s. 2006/2007

PER LEGGERE IL BANDO CLICCA L'ICONA=>Concorso_Tesine_Multimediali


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