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Forme e Cose
Il caleidoscopio e il mandala
Oggetti e Significati
Discontinuità e lacune ci mettono sull’avviso circa la presenza di oggetti nel nostro campo visivo. Per “oggetti” intendiamo gli elementi del nostro intorno che hanno per noi significato in termini di interessi.
A. Warhol (Pop Art americana) ripete in serie un ritratto di M. Monroe e anziché farci concentrare sull’immagine unica, esaminando le fattezze del ritratto, ci tenta a isolarne un elemento solo, sia esso l’occhio, la bocca, o una semplice ombra, che si fonde in un nuovo pattern (configurazione), come nel caleido-scopio (dal greco: della bella immagine-osservatore).
Una simile esperienza è nota agli psicologi del linguaggio, e molti di noi l’hanno sperimentata indipendentemente nella fanciullezza. Se una breve frase è ripetuta un numero sufficiente di volte, appare svuotata del suo significato e diventa un semplice rumore sconcertante (ridondanza).
Non meraviglia che qualsiasi oggetto che divenga un elemento in uno schema ripetitivo chieda quasi di venir “stilizzato”, vale a dire semplificato in termini geometrici e cromatici.
Campi di Forza
La simmetria radiale attira l’occhio verso il centro, donde si possono dominare con estrema facilità le ridondanze, ottenendo un RAFFORZAMENTO POSIZIONALE. Gli elementi ripetuti, per converso, perdono qualche cosa della propria identità nel fondersi dentro la forma generale, ottenendo così una ATTENUAZIONE POSIZIONALE.
Disegno periodico di M.C. Escher
La simmetria implica coesione
La forma ordinata va classificata come oggetto di pieno diritto e, in quanto tale, dobbiamo essere in grado di darle un significato (ad es. religioso) e un nome (ad es. mandala). Tale processo di identificazione, noto tecnicamente come proiezione, influenza il modo in cui si legge tutta la configurazione. L’effetto di tale processo è che non si percepiscono più differenze sostanziali tra i motivi geometrici e quelli rappresentativi nei disegni di patterns.
La Decorazione
Nel contesto rappresentativo perfino le cornici e le connessioni possono “animarsi”. Le decorazioni tuttavia, come tutte le cose artificiali, solitamente si articolano in un qualche modo predicibile, secondo la struttura e la funzione. Le ragioni di tale preferenza consistono in parte nella facilità costruttiva e in parte nella facilità percettiva. Esistono molti esempi nella storia dell’arte decorativa nei quali l’articolazione strutturale conduce ad una ulteriore articolazione ornamentale.
Tema:
Realizzazione di una decorazione simmetrica radiale (mandala) al centro del piano di un tavolo circolare.
La decorazione di superfici orizzontali, come quella del piano di un tavolo, pone il problema della sua percezione prospettica distorta da parte del suo fruitore che non può permettersi una visione normale della stessa. Per risolvere tale problema abbiamo usato il procedimento della restituzione anamorfica indiretta o catottrica.
Il procedimento consiste nell'eseguire la decorazione attorno a uno specchio, a forma di cilindro, deformandola in maniera che essa si ricomponga, grazie alle leggi di incidenza della riflessione, sulla superficie specchiante.
Il metodo operativo più ovvio è quello di trasformare la decorazione prescelta in termini di coordinate polari, relative al centro del solido riflettente. Pertanto le linee verticali del reticolo quadrettato diventano radiali, quelle orizzontali diventano concentriche.
Per costruire la decorazione anamorfica si può far uso di due griglie di corrispondenza:


Vedi i nostri elaborati sul tema:
http://www.progettocinque.splinder.com/tag/il_mandala_elaborati

