Una Giornata Particolare
(sabato 14 aprile 2007)

i partecipanti alla visita guidata
La nostra visita agli ambienti arredati e decorati da Duilio Cambellotti tra il 1930 e il 1934 del palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari, ci ha resi consapevoli di una parte importante del nostro patrimonio storico-artistico, importante soprattutto per chi, come noi, è interessato allo studio degli allestimenti decorativi e a capire quale possa essere il loro valore in rapporto all’architettura contemporanea della nostra regione.
L’opera di Cambellotti, seppur a settant’anni di distanza, dimostra tutta la sua modernità in quanto è l’esempio di una progettazione decorativa globale, unitaria e perfettamente integrata, non solo nell’architettura dell’edificio, ma anche nel territorio circostante e nella cultura artistica dell’epoca.
Tutti temi, questi, sui quali la ricerca architettonica contemporanea sta lavorando alacremente.
La progettazione decorativa di Cambellotti dimostra una grande semplicità ed originalità: il motivo decorativo essenziale è strettamente legato alla funzione. “Forma uguale funzione” era infatti l’assioma dell’Art Decò, la cultura artistica d’avanguardia sorta negli anni a ridosso del Secondo Conflitto Mondiale e nei quali Cambellotti si trovò ad operare. Egli espresse in questo modo un’arte che, sintonizzandosi sul dibattito culturale mondiale, rinnegò l’appiattimento stilistico su un’arte di “regime” che celebri l’imponenza mastodontica dell’arte imperiale romana svuotandola, tuttavia, dei suoi significati più profondi.
L’architettura del nostro “lungomare”, di cui anche l’edificio della nostra scuola fa parte, rappresenta senz’altro l’apoteosi di quest’arte di “regime” e di tutta la sua arroganza manifestata nell’esproprio, ai soli fini commemorativi della burocrazia fascista, di quel materiale che più di tutti ha testimoniato la storia della nostra regione, la pietra di Trani.
Anche l’architettura del Brunetti e l’arte decorativa di Cambellotti per il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari hanno utilizzato la pietra di Trani, ma per celebrare l’ambiente, la storia e l’arte della Puglia. Tutti i materiali, di cui alcuni veramente rari e ricercati, mostrano la sapiente abilità dei decoratori locali finalizzata alla realizzazione di un ricco apparato decorativo ispirato ai più famosi monumenti architettonici, alle forme complesse e sfaccettate delle città, a quelle semplici e arcaiche del mondo rurale e a quelle del paesaggio naturale della regione.
Un ultimo aspetto della modernità di questo capolavoro architettonico e decorativo, che ci sembra debba essere sottolineato, riguarda la sua fruibilità non solo visiva ma sinestetica: le superfici, con il loro diverso calore latente e con le loro concavità e convessità, comunicano parte della loro espressività a livello tattile, mentre gli spazi vuoti degli ambienti rivelano un’attenzione particolare verso la progettazione di una architettura sonora.

